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La versione di Roby

“Il tango è un pensiero triste che si balla”, diceva il musicista Enrique Santos Discèpolo. Ma quanta sensualità nella tristezza tradotta in musica e danza…
E tu? Ti ritrovi a invidiare la fisicità di chi si muove al ritmo delle emozioni, che le parole non riescono a tradurre con altrettanta efficacia. 
Il cuore sobbalza durante questa Noche de Tango, sollecitato dagli strumenti del CuarteTangoe dai corpi potenti dei due danzatori, in scena nel cortile di Sant’Ivo alla Sapienza.
 
Sant’Ivo alla Sapienza

 
Insegui il flauto, il violino, il violoncello e il pianoforte di questo gruppo italo-argentino e i tuoi pensieri si perdono tra le architetture borrominiane e i profumi di signore appositamente acconciate per l’elegante serata. 
 
Sant’Ivo alla Sapienza
Piazzolla riesce a farti volare con Libertango. Ma le note che ti trascinano tra le strade stanche di Buenos Aires, città alla quale ti senti particolarmente affine, sono quelle di Oblivion. Ti ricordano La Meglio Gioventù, film che hai amato anche grazie alla colonna sonora. E intanto osservi la bravura della ballerina, ammirandone gli abiti e la schiena nerboruta.
 
Il CuarteTango
 
Nonostante la compostezza dei suoi estimatori, ammassati su queste sedie che ti circondano, il Tango è una musica ancestrale e sensuale. Mai come adesso ti era pesata la tua staticità da fruitrice, mentre vorresti planare su un paio di tacchi a spillo, anche tu sorretta dalla passione. 
 
Il CuarteTango
 
rob.isceri@gmail.com
 
 
 
 

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