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Torino è una gran bella città. Non lo direbbero tutti, vero? Questo perché il capoluogo del Piemonte è stato visto per anni come luogo di fabbriche e grigiore.

Eppure Torino è stata la prima capitale d’Italia. Già questo dovrebbe convincervi a darle un’occasione. Cosa che io ho accettato di fare nel momento in cui sono stata invitata da Rosy, blogger di Sonoinvacanzadaunavita.

Ora voglio raccontarvi tutto ciò che di bello c’è da vedere, al di fuori, però, degli itinerari consolidati.

Torino – Cosa fare e vedere in tre giorni: Cit Turin

Torino: palazzi di Cit Turin

L’architettura di Cit Turin

No, non parlo arabo. Tre giorni a Torino sono sufficienti per scoprire i suoi quartieri poco conosciuti dai turisti e Cit Turin (piccola Torino) è uno di questi. La caratteristica? I tanti palazzi in stile liberty che si susseguono lungo Corso Francia e i dintorni.

Io e le mie compagne di viaggio siamo partite dal Giardino Martini, in quella che dai torinesi è conosciuta come Piazza Benefica. Per gli amanti dello shopping di qualità: qui, tutte le mattine, si tiene il mercato più chic della città. In pratica, potete trovare abbigliamento griffato a prezzi (quasi) stracciati.

Piazza Benefica è dominata dalla chiesa Gesù Nazareno, che verso la fine dell’estate assume i colori caldi della stagione e un aspetto ancora più newyorkese. A rendere affascinante questo quartiere torinese, però, sono le architetture civili che lo decorano. Volute, vetrate colorate, cariatidi: non bisogna essere architetti per vagare a testa in su per ore.

Imperdibili un caffè da Dezzutto e i due palazzi più belli della zona: Casa Fenoglio-La Fleur e la Casa dei Draghi, dove Sorrentino ha girato “Il Divo”.

Torino – Cosa fare e vedere in tre giorni: vitto e alloggio

Non pensavo che in tre giorni a Torino avrei scoperto tanti posti di qualità. Certo, si tratta di una metropoli, ma non mi aspettavo tante realtà “sommerse”.

Partiamo dalle basi: vitto e alloggio. Io ho dormito presso Torino Sweet Home, una realtà gestita da due ragazze che hanno presentato il loro progetto a chi di dovere e hanno anche vinto dei premi. Il perché è presto detto: sono riuscite a convertire 50 appartamenti torinesi in luoghi per viaggiatori.

Si tratta di case che i proprietari lasciano loro in gestione, perché magari devono andare all’estero per un periodo. E così, che voi decidiate di fermarvi a Torino per un anno o solo per qualche giorno, Torino Sweet Home è una soluzione ideale: permette di risparmiare rispetto all’albergo e, soprattutto, di cucinare i manicaretti che potete trovare nei luoghi che sto per indicarvi.

Torino Sweet Home

La mia stanza

Torino – Cosa fare e vedere in tre giorni: mangiare

  • Macelleria Giampaolo Cru: qui non comprerete la classica fettina. Ad attendervi, infatti, ci saranno esperimenti culinari come il sushi di carne (avete capito benissimo. Io l’ho amato!). Insomma, in via Luigi Cibrario 61 scoprirete di poter assaggiare persino degli abbinamenti con il cioccolato. Per veri palati gourmet!
  • Panificio Avetta: se, come me, andate matti per tutto ciò che è farinaceo e se, come me, vorreste virare verso un’alimentazione salutare, questo panificio fa per voi. Parlate con i proprietari e scoprirete che tipo di farine mangiamo abitualmente e che tipo di farine dovremmo invece comprare. I loro prodotti sono semplicemente top. In via Cibrario 31.
  • Mercato di Porta Palazzo: un tripudio di colori, persone, profumi, rumori indescrivibile. Al mercato ho visto verdure inesistenti a Roma e percepito un mix culturale tutt’altro che scontato. Vi consiglio caldamente di recarvici al mattino se, come me, amate i mercati tipici. Imperdibile!
  • Se volete sperimentarvi con le vostre manine, vi suggerisco di farlo con Gusti Tuscia: Eleonora vi guiderà tra i meandri della vera cucina, quella che porta alla memoria nonne e mamme di un tempo. Con lei ho fatto un mini-corso di cucina, imparando a preparare una bowl a base di salmone e ho fatto la spola tra marmellata fatta in casa, pizza pugliese, pane appena uscito dal forno e altre cose per cui perdere la testa.
Torino: mercato di Porta Palazzo

Mercato di Porta Palazzo

Torino – Cosa fare e vedere in tre giorni: vitto e alloggio alternativi

  • In alternativa a Torino Sweet Home, potete scegliere un ostello chic come Tomato Backpapers Hotel & Bar. Le camere sono essenziali ma creative, pulite e confortevoli. Inoltre, attiguo all’ostello, il Caffè Moderno, dove fare colazione o mangiare piatti deliziosi come il riso al vin brulè. Si tratta di una sorta di giardino segreto che si è fatto spazio nel caos cittadino. In via Silvio Pellico 11.

Ogni tanto vi “toccherà” mangiare fuori. Ecco allora i miei suggerimenti per delle pause indimenticabili:

  • Nel quartiere San Salvario, c’è un posticino dall’allure tutta francese. Si chiama Si Vu Plé (proprio così: il nome è stato italianizzato dalle proprietarie) e offre prodotti importati dai piccoli produttori della vicina Francia. Qui potete anche fermarvi per un aperitivo o un pranzo veloce a base di formaggi e altre delizie d’Oltralpe. Non male, considerato che vi trovate nel quartiere multietnico di Torino. In via Claudio Luigi Berthollet, 11.
  • Da Affini (sempre quartiere San Salvario), potete bere il vero vermouth. Vi dirò: ho scoperto che mi piace un sacco! Di solito, bevo solo vino (quasi sempre rigorosamente rosso). Affini mi ha convertita ad altri sapori, che hanno il retrogusto delle erbe e dell’assenzio. Via Belfiore, 16C.
  • Siete fan degli aperitivi sostanziosi e un po’ sperimentali? Allora ERIA – Food Lab fa per voi. Questo locale si trova di fronte alla bellissima sinagoga e dovrete prenotare per tempo per avere la terrazza a vostra disposizione. Gli assaggi che accompagnano le bevande sono divini! Via S. Pio V, 11.
  • Per una colazione a dir poco golosa (e sostanziosa), c’è la torteria Berlicabarbis. Il posto è colore puro e si può fare colazione sulle sedie a dondolo. A quel punto, ordinate alla vostra pancia di farsi capanna: vi aspettano mille torte, cornetti fatti in casa, tè introvabili altrove e mille ninnoli acquistabili. Io mi sono portata via un vassoietto pop che uso per coccolarmi con il caffè. Via Po, 11.
  • Pastificio Sapori: non un semplice pastificio ma un pastificio-trattoria, in cui mangiare, per esempio, i ravioli Cavour. Un posticino prezioso, in cui mi sono rifugiata prima che venisse il diluvio. E poi la signora Yvette ha un sacco di cose da raccontare! Via Giuseppe Mazzini, 36.
  • Per una serata differente, andate da EDIT, un locale-loft-coworking ricavato in un ex complesso industriale. A seconda delle vostre tasche, potete scegliere se mangiare al piano di sotto (più economico) o a quello di sopra (gestito da due fratelli stellati). Potete anche solo fare colazione o bere una delle loro birre artigianali. Ricordate cosa vi ho detto riguardo al mio mono-gusto riguardo al bere? Bene, da EDIT mi hanno convinta a bere un bicchiere intero di birra. Per la prima volta nella mia vita! Via Francesco Cigna, 96/15.
Torino: Caffè Moderno

Io al Caffè Moderno

Torino – cosa fare e vedere in tre giorni: sport e relax

Sport… Non esageriamo. La bicicletta, per me, è puro divertimento. Figuriamoci se mi ritrovo a guidarne una elettrica. Se ne può noleggiare una da My Ebike, in via Massena 7D.

Se passerete tre giorni a Torino, vi consiglio di visitarla su due ruote. Anche se i torinesi (un po’ come i romani) devono abituarsi a vedere i ciclisti in giro per la città, secondo me questo è il modo migliore per entrarci a contatto. Immaginate di arrivare nel bellissimo Parco del Valentino e di godervi fiori e ruscelletti pedalando. Per me è il massimo.

Allo stesso tempo, adoro il relax. Sarò più precisa: adoro i massaggi! Sono terapeutici, in linea con lo spirito del blog e del mio modo di vivere e viaggiare. Dove farne uno di quelli che ti rimettono al mondo? Alla SPA H14. Adiacente all’albergo Genova (anzi: facente parte dell’hotel), è un angolo di paradiso che si trova di fronte alla stazione Porta Nuova.

Per la prima volta, ho provato quello di coppia. E sono rinata.

Torino – cosa fare e vedere in tre giorni: shopping

Per quanto riguarda lo shopping, beh… il quartiere ideale è San Salvario. Io ho visitato:

  • Atelierventi, un laboratorio di menti fervide, dove acquistare vestiti ispirati al Messico o imparare a maneggiare il legno e la pelle. Io, grazie all’aiuto dei giovani che gestiscono questo “negozio” condiviso, mi sono cucita da sola un porta-cellulare. Nulla di perfetto ma la soddisfazione è stata tanta. Da Atelierventi, inoltre, trovate le bellissime scarpe e borse in pelle de La Marchigiana. Via Belfiore, 20.
  • Se invece siete fan delle linee pulite, allora vi consiglio Sassi, sempre nel quartiere San Salvario. via Berthollet 25/c.
Torino: Atelierventi

Atelierventi

Torino: cosa vedere in tre giorni. Il quartiere San Salvario

Eccoci in un altro quartiere, opposto a Cit Turin, con le sue linee aristocratiche. San Salvario è l’ex quartiere popolare, oggi assurto a ben altro ruolo: quello di quartiere del divertimento, del buon bere e del buon mangiare. Quello della fusione tra popoli, che oggi convivono apportando, ciascuno, le proprie specificità.

Ecco, se uscite dal percorso classico (quello più propriamente sabaudo) avrete modo di percepire lo spirito eclettico di Torino. Per toccare l’anima di questo quartiere (che va capito, non solo “colto”), affidatevi alle guide Bogianen – persone, non libri – che sapranno appassionarvi con il loro storytelling cittadino.

Mentre osservo la casa del quartiere San Salvario (spazio comune e creativo, in cui svolgere diverse attività), un’anziana si ferma per ricordare che lì sorgevano i bagni pubblici, dove lei si lavava durante la guerra.

Anche questo è #TorinoLocalFriend. Non posso che ringraziare Rosy, per avermi fatto scoprire una città dalle mille sfaccettature. Sfaccettature racchiuse dalle Alpi e da una storia gloriosa.

Torino: Casa San Salvario

Casa San Salvario

 

A proposito dell'autore

Roberta, professione travel blogger. Per me viaggiare significa uscire di casa e guardare il mondo con gli occhi di una bambina. Ecco perché qui leggerete di luoghi e di emozioni. Itinerari, consigli e - soprattutto - vagabondaggi...

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12 Risposte

  1. Claudia B. Voce del Verbo Partire

    Roberta che incanto! Vivere questa Torino dall’anima fervida è stato un momento speciale. Per me, che venivo direttamente dalla Torino “classica”, un vero tuffo nella novità, nella vitalità e nell’innovazione! La dimostrazione che, basta guardare appena oltre la copertina, per appassionarsi al mondo descritto nel libro…
    Un bacio,
    Claudia B.

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  2. Veronica

    Che bello, mi hai fatto rivivere quelle bellissime giornate! Un tour per me inaspettato quanto stimolante! Non è da me emozionarmi e rilasciare dichiarazioni sdolcinate, ma sono rimasta davvero commossa dal modo in cui mi avete accolta e inclusa nel gruppo, nonostante fossi letteralmente “l’ultima arrivata”! Spero davvero ci siano altre occasioni di incontro!

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  3. Eleonora Caprio

    Grazie Roberta per il tuo racconto su questa Torino fuori dai soliti giri e grazie per aver partecipato alle attività che ho curato: il giretto per la Torino liberty versione friendly e la lezione di cucina alla scuola Gusti Tuscia. Ti aspetto per il prossimo giro e magari la prossima lezione di cucina insieme!

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  4. Giulia

    Questo percorso insolito alla scoperta di Torino e del suo lato anche culinario mi piace davvero tanto. Ti dirò, già solo vedendo la foto mi sono innamorata di Caffè Dezzutto!

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  5. sandra

    E pensare che a Torino ci sono andata per anni, per lavoro e non mi sono mai soffermata per una vista. Io non l’ho neppure mai amata abbastanza, mi ha sempre dato l’idea di una città austera, sabauda appunto, un po’ snob e chiusa. Credo di doverci fare una giro!

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