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Se vi dicessi che esiste una Transiberiana anche in Italia, mi credereste?
Ebbene, sì: potete partire da Sulmona (AQ) e arrivare a Isernia a bordo di vagoni costruiti tra il 1920 e il 1930 e che viaggiano a una velocità massima di 50 km/h.

E che gusto c’è – mi chiederete voi? Il gusto di viaggiare come una volta – vi rispondo io -, quando telefonini e tablet non la facevano da padroni e si chiacchierava con il vicino. Perché tante ore in treno ti portano inevitabilmente al contatto umano.

Non che la linea non prenda mai: tra il paese abruzzese e la città molisana esistono ampie zone in cui c’è campo. Ma… Saranno le tendine vintage, le panche di legno o i musicisti che salgono a intrattenervi; sta di fatto che è impossibile avere voglia di guardare qualche sciocco video su Facebook o chattare con qualcuno che rivedremo dopo poco.

Di seguito, il mio racconto di viaggio e, in fondo al post, qualche informazione pratica.

Sulmona: la città dei confetti

Composizioni floreali con confetti di Sulmona

Composizioni di confetti

Arrivo a Sulmona per l’ora di pranzo. Giusto il tempo di mangiare un boccone e sistemare le cose nell’appartamento Airbnb in cui dormirò, e sono già fuori, a (ri)scoprire la bella cittadina d’Abruzzo e i suoi dintorni.

Il nostro intento – mio e della combriccola con cui sono partita – è quello di visitare l’eremo di Sant’Onofrio al Morrone. Purtroppo non tutti siamo ben equipaggiati; e poi non si possono fare troppe cose in una giornata. Ci limitiamo a camminare per un po’ lungo il sentiero che, dopo qualche metro, ci conduce al tempio di Ercole Curino.

Su una splendida terrazza con vista sui monti abruzzesi, ci sono infatti i resti di una grande scalea e di mosaici policromi, questi ultimi ben protetti all’interno di una teca. Si tratta di un luogo mistico, che non per niente si trova su quello che è stato chiamato Sentiero dello Spirito. Un sentiero che include molte altre tappe interessanti e che necessita di abbigliamento comodo e dedizione: in poche parole, non si devono avere altri programmi.

Dopo aver riempito i polmoni di aria buona, ci dirigiamo in paese.

Sulmona è famosa per i suoi gustosi confetti. A distinguerli da quelli comuni sono la morbidezza e la quantità di gusti, colori e forme.

Camminando nel tepore marzolino, rimango colpita dalle seguenti cose: confetterie antiche, che sfoggiano mazzi di fiori tutti da mangiare; bar in stile Liberty, con le vetrate a ghirigori; montagne spruzzate di neve, che si vedono sullo sfondo di piazza Giuseppe Garibaldi; belle Madonne.

Vi suggerisco di visitare la chiesa della SS. Annunziata, i cui esterni vi colpiranno immediatamente. Non so a voi ma a me piace molto soffermarmi sulle architetture di un luogo, paese o città che sia. Tra l’altro, spesso ci dimentichiamo di essere maestri in quest’arte. Bellissimi i grattacieli e i palazzi avveniristici ma, se vi soffermate a osservare i marmi finemente cesellati, vi accorgerete della complessità raggiunta dai nostri artisti nel corso dei secoli.

Ok, fine della digressione. Nelle chiese – stavo per dirvi – adoro camminare in maniera disinteressata. Intendo dire che, anziché riempirmi di nozioni storico-artistiche, preferisco respirare la loro atmosfera. Di solito, il feeling tra me e una chiesa nasce subito o non nasce per niente.

All’interno della SS. Annunziata mi stupisco, in particolare, di fronte a due pulpiti in legno, posti l’uno di fronte all’altro e sospesi come non ho mai visto da nessun’altra parte. In uno dei due, un grande organo.

Torno su Corso Ovidio – a Sulmona nacque il celeberrimo poeta elegiaco –, in fondo al quale si trova il bellissimo acquedotto medievale, che è un po’ il simbolo della città.

La sera, nel mio letto, penso che l’Abruzzo mi ha sempre riservato molte sorprese paesaggistiche, storiche, spirituali.

> A fine post, vi suggerisco un posticino perfetto per l’aperitivo e una confetteria magnifica.

Sulmona – Isernia a bordo di un treno d’antan

Il treno Sulmona-Isernia

Il mio treno d’antan

La mattina dopo mi dirigo in stazione: alle 8.45 parte il treno, prenotato ben due mesi prima, tante sono le richieste.

Ad accogliermi, una banda di musica popolare. La musica popolare – che io adoro – è infatti la colonna sonora di questo viaggio. Viaggio che dura più di 8 ore, se si escludono le soste.

Potete infatti scegliere se fermarvi a Pescolanciano  o a Isernia. Il programma vi permette di rimanere qualche ora nel posto prescelto prima di riprendere il treno in senso contrario. Io scelgo Isernia.

C’è una prima tappa, però, in cui tutti scendiamo per un’oretta: Cansano.

Uscita dalla minuscola stazione, io e la mia combriccola ci dirigiamo verso San Nicola, chiesetta di campagna dove un tempo viveva un eremita. A stupirmi – la sorpresa è il mood che associo all’Abruzzo – sono alcuni quadretti, di fattura in fin dei conti semplice ma intensi, che raccontano la Via Crucis.

Di nuovo a bordo, vedo scorrere come su una pellicola paesaggi innevati e prati verdi, come in una sorta di viaggio tra le stagioni. La natura, in tutta la bellezza che racconta la fine dell’inverno, si sbizzarrisce fino a Isernia, dove scendo estremamente affamata.

Isernia: la città che non c’è

Fontana Fraterna di Isernia

La Fontana Fraterna

Il tempo non è dei più clementi: a farmi apparire strana Isernia è anche il cielo grigio, carico di pioggia, che la domenica assume toni surreali.

Dopo un magnifico pranzo – ve ne parlo più sotto – mi dirigo verso un centro insolitamente vuoto. Dimentico persino che è la Domenica delle Palme! Ancor più incredibile questo vuoto, se si pensa che la mia passeggiata coincide con una delle giornate di primavera del Fai.

Lascio perdere la visita guidata che il Fai mette a disposizione: voglio che a parlarmi sia direttamente la città.

La cattedrale neoclassica di San Pietro Apostolo sorge su un tempio pagano. Dovete sapere, infatti, che Isernia è una città antichissima. Ebbene sì: nonostante, purtroppo, l’Italia dia poco peso al Molise, si tratta di una regione che affonda le sue radici in tempi quasi incalcolabili.

La cattedrale, purtroppo, è chiusa ma, accanto ad essa, si trovano i preziosi scavi che negli anni ’80 portarono alla luce il tempio. Mi trovo quindi di fronte a capitelli, sepolture e altari tenuti benissimo dalla soprintendenza e dedicati alla triade capitolina: Giove, Minerva e Giunone.

Una volta uscita, ad attirarmi è un manifesto quasi invisibile ma dal titolo eloquente: La Lunga Notte di Isernia, firmato F.D.L. (Federazione dei Liberali?). La tristezza prende il sopravvento: nel manifesto, infatti, parole di cordoglio verso una città ritenuta morta da chi lo ha scritto.

La Lunga Notte d'Isernia

La Lunga Notte d’Isernia

Manifesto Isernia

Altro manifesto

Morta a causa di chi? A causa di cosa? Dell’incuria dei cittadini e degli amministratori che, pur con tutta la buona volontà, non hanno lo stimolo a rendere Isernia qualcosa di più di una città-fantasma. Pare che ci siano dei pullman domenicali diretti nei più vicini centri commerciali, ovviamente presi d’assalto.

Mi spiego così la sensazione di vuoto che provo in questa città dall’apparenza depressa, probabilmente anche per via di un passato che non l’ha aiutata a crescere. Non dobbiamo dimenticare che Isernia fu bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale.

A ricordarmelo, quello che ritengo il vero gioiello cittadino: il Museo Civico della Memoria e della Storia. Si tratta di poche stanze, di un certo numero di cimeli di guerra, di fotografie e ricostruzioni. Il cuore pulsante di Isernia, secondo me, è qui. Mi si ferma il respiro nel vedere una foto, in particolare: quella di due donne che estraggono i mobili dalle macerie di casa loro.

E poi alcuni manichini che riproducono scene realmente accadute. Come quella di un frate disperato con in braccio un bambino ferito o – più probabilmente – morto. Perché a rimetterci, nel bombardamento del 10 settembre 1943, furono soprattutto i bambini.

Esco dal museo abbastanza provata, fermandomi di fronte alla Fontana Fraterna, annoverata tra le più belle d’Italia. Osservo l’acqua scorrere.

Ho imparato, nel tempo, a non giudicare un posto senza prima averlo capito. Una domanda, però, rimane aperta: perché non ridare vita a Isernia? La guerra è finita ma nessuno sembra essersene accorto.

Chicche d’Abruzzo e Molise

  • Aperitivo a Sulmona: vi suggerisco il Caffè Letterario. Io ho bevuto una tisana della Majella ma i miei amici si sono sbizzarriti con varie leccornie.
  • Confetti di Sulmona: io ne ho comprati alla ricotta e pera e alla genziana presso la Confetteria L’Unica, nel centro storico.
  • Pranzo a Isernia: Existo – Osteria Molisana è una trattoria fantastica scavata nella pietra. Non solo il posto è bello e particolare ma ho mangiato divinamente: formaggi e salumi locali – tra cui un eccezionale culatello – e ravioli a base di ventricina. Da leccarsi i baffi per ore.
  • Per prenotare il vostro viaggio con la Transiberiana d’Italia, basta andare sul sito dell’associazione Le Rotaie!

Vi è piaciuta la mia esperienza? Per qualsiasi informazione, sono qui 🙂

32 Risposte

  1. Silvia

    Bellissimo Roby!! Dopo il Bernina mi ero ripromessa di fare anche questo giro e con questo post mi hai confermato che ne stra-vale la pena! In particolare mi incuriosisce tantissimo Sulmona, potrei perdermi tra le confetterie 😍😍😍
    Un bacione!

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  2. Simona Pasquino

    Sai che il trenino tra le montagne mi ricorda quelli di certi paesaggi americani tra le montagne? (Li ho visti solo in foto mai stata negli Usa). Peccato per Isernia..l’idea che la gente prenda d’assalto i centri commerciali perchè la città è abbandonata a se stessa mette grande tristezza.

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  3. Simona

    Mi hai fatta incuriosire tantissimo con questo Trenino Roby! Sicuramente un’esperienza da fare e da vivere. Riporta la mente alle atmosfere di una volta! E poi anche le tappe intermedie devo dire che non sono per niente una cattiva idea 😉

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  4. Erica

    Mi piace molto viaggiare in treno e sono convinta che amerei ancor di più questo mezzo di trasporto in chiave slow. Devo ammettere che un velo di tristezza è sceso nel leggere le tue parole su Isernia. L’abbandono di piccoli e grandi centri è un fenomeno che spero vivamente si possa arrestare.

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  5. Daniela M.

    Mi ispira un sacco questo viaggio vintage!
    E concordo con te sul fatto che le nostre architetture sono semplicemente uniche, e poi a me i grattacieli non fanno impazzire 😀

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    • Roberta Isceri

      Davvero Daniela? A me piacciono molto ma mi dispiace vedere che ci si concentra ormai solo sulle architetture avveniristiche, anche in Italia…

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  6. francesca

    No ma che figata! di questo trenino non ero a conoscenza e sono figlia di un ferroviere! vado subito a vedere, grazie della segnalazione…

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  7. FrancescaGi

    Sulmona è deliziosa secondo me e da un po’ mi riprometto di provare la Transiberiana d’Italia… devo assolutamente organizzare!

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  8. Simona

    Complimenti! Questo è un vero e proprio viaggio fisico e interiore. A me non sarebbe mai venuto in mente di fare. Grazie per l’ispirazione

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  9. maria millarte

    Finalmente riesco a leggere il tuo post sulla Transiberiana d?Italia che come ben sai è nella mia lista, mi sto già organizzando. Mi chiedo, quanta gente è scesa con te a Isernia? Possibile che non riescano a sfruttare queste occasioni e ad attirare più gente? Che tristezza!

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  10. Alessandra

    Ho letto con piacere il tuo post perché vorrei fare questo viaggio a breve… Magari in autunno con i boschi pieni di mille colori😍

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  11. rosy

    Che bella esperienza! Adoro i viaggi in treno, rallentano i ritmi a cui siamo abituati, certo non devi prendere Italo o Frecciarossa. Questo poi è caratteristico non lo conoscevo affatto. Prendo appunti anche dei posticini deliziosi che hai consigliato per una pausa golosa.

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  12. Dani

    Ma che spettacolo! Non conoscevo questo treno… sembra bellissimo e attraversa paesaggi molto interessanti. Da segnare assolutamente!

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  13. Elisa

    Non conoscevo la transiberiana d’Italia! Ma è bellissima! Devo farla. Per il ponte del primo maggio faremo il Bernina che però è sicuramente più turistico. Peccato per Isernia, leggendoti mi è rimasto un po’ l’amaro in bocca per questa città.

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  14. Giulia Limbrici

    Ho sempre voluto viaggiare lungo la Transiberiana, ma che gusto c’è se non si prova prima quella più vicino a casa! Grazie mille per avermi fatto scoprire questa fantastica opportunità di viaggio!

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