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Sono giorni di stress questi: il caldo, qualche capogiro di troppo, un po’ di fame d’aria… Sei alla ricerca di un rimedio e quando ti viene proposto di partecipare a un blog tour nell’Abruzzo nascosto, quello degli antichi tratturi, inizialmente tentenni: riuscirai a camminare sotto il sole, dopo aver percorso gran parte dello Stivale nel giro di pochi giorni? Ed eccoti, superata l’indecisione, a Navelli (AQ), definito come uno dei borghi più belli d’Italia.
Silenzio. Gatti che riposano sui gradini di case apparentemente disabitate. Click fotografici che echeggiano tra le pietre.


Ad attenderti, un aperitivo nel cortile del rinascimentale Palazzo Santucci: #tratturiecammini (questo il nome del tour) inizia proprio da qui: dal biancore di una struttura il cui retro si affaccia (all’inizio timidamente) su una Majella accarezzata da un tramonto magicamente ventoso.

La Majella vista da Palazzo Santucci
Il cortile di Palazzo Santucci
L’atmosfera è mistica. Sarà la potenza della natura o l’assenza di rumori che, anziché inquietarti, rasserena il tuo spirito.
Nessun formale saluto delle autorità, a Palazzo Santucci, ma parole che vengono dal cuore di persone innamorate di un Abruzzo che noi italiani conosciamo troppo poco.

Ti chiedi se non sia il caso che i suoi spazi rimangano così come sono, ancorati al passato e illibati, indifferenti al vociare chiassoso di un turismo di massa.

Navelli (AQ)
Piazza San Sebastiano, Navelli – il tramonto
Ti aggiri per il borgo ovattato, dove non passa anima viva: la guida spiega che la maggior parte degli abitanti, a eccezione dei più anziani, risiede fuori dal centro storico.
Ti sorprendi a osservare portoni, scalinate, vicoli ciechi ricchi di dettagli scultorei e architettonici che sbucano con umiltà dalla pietra e dal legno.
Chiesa di San Sebastiano
Dettaglio scolpito nel legno
Il vecchio e il nuovo si intrecciano: le abitazioni che un tempo dovevano essere di contadini e pastori si affiancano a case più chiare, segni visibili della ristrutturazione post-terremoto, e a stranianti maschere bianche, incastonate qua e là all’interno di nicchie naturali, a ricordo di spettacoli teatrali che nel paese hanno avuto luogo.
Navelli, un borgo da fiaba
Una delle tante maschere disseminate per il borgo
Perché andare a Navelli, paese dell’Aquilano disperso tra i monti? Esattamente per questo motivo. Come una vecchia ruota arrugginita, abbandonarsi: è questa la parola d’ordine.
Dettagli non trascurabili

3 Risposte

  1. Anonimo

    Bellissimo articolo… Complimenti!
    credo che quella parte magica di Abruzzo sarà inclusa nel mio prossimo giro

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