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La versione di Roby

Oggi sei a Jesolo, nella provincia della tua adorata Venezia. Il mood? Solare, speranzoso. Non è certo tempo di bagni e pioviggina pure ma l’aria di mare è sempre salvifica. La compagnia di due amici del luogo ti regala sorrisi, confidenze e tranquillità mentre passeggi sul corso principale, che scopri essere l’isola pedonale più lunga d’Europa. Il Veneto riesce sempre a distinguersi, vuoi per l’arte (magnifica, che dire?), vuoi per l’economia, vuoi per quei dettagli con cui la nordica regione sembra fare a gara con quelle del resto d’Italia. L’estate sembra ormai prossima, nonostante il cielo grigio e quest’acquetta penetrante che va e viene, disturbando un po’ il tuo cammino.
 


Per quanto non sia stagione, è tutto un pullulare di gente e di negozi ai lati della strada. Ti fermi da un giocattolaio: prendi in mano alcune bambole, confrontandole con quelle della tua infanzia. Chissà perché i bambini di oggi sembrano sempre diversi da quelli di ieri. Ma c’è qualcosa che, in fondo, rimane sempre uguale; in particolare (non sai perché) i negozi di giocattoli e le edicole dei posti di mare ti ricordano che tutto cambia e nulla cambia.

 
 
Prosegui in direzione del Lido, che sembra non arrivare mai, mentre svolazzi tra un rivenditore di chincaglierie e il lungomare, tra un (vero) Spritz e gli inebrianti effluvi di pizzerie e ristoranti di pesce.
Il cibo ha un profumo diverso quando il clima è più caldo e oggi la salsedine e la brezza marina che la trasporta per la città si mescolano al pomodoro e all’odore di scampi.
Il corso è elegante, i negozi non sono lasciati al caso e ogni bar,ogni luogo, ha un posto preciso a Jesolo. È questo che pensi e intanto sei già in Piazza Primo Maggio, punteggiata da pini che annunciano il mare.
Hai fame. Ti fermi prima in un pub e poi in una gelateria biologica e fai da te: bastano una coppa gigante, una manciata di arachidi e un filo di sciroppo d’acero per poter dire di essere sazia. Ma adesso è ora di smaltire. È buio ormai e tira vento: arrivi finalmente alla spiaggia, deserta e dominata da un faro. Pochi istanti, perché fa freddo, ma sufficienti a respirare iodio e fantasie d’estate.
 
 
Devi andare. Peccato, perché ti raccontano che Jesolo non è solo ombrelloni e locali alla moda, ma anche punto di partenza per aree archeologiche e ambientali di rara bellezza. Un giorno non può bastare per vedere le valli della Laguna di Venezia o la Laguna del Mort, tantomeno Antiche Mura o Torre CaligoNomi che ti affascinano e rimandano a un prossimo viaggio. 
Pensi ai pro e ai contro: Jesolo è tempestata di alberghi ma il Veneto è caro, si sa. Hai la necessità di risparmiare ma, allo stesso tempo, sei troppo schizzinosa per accontentarti di un posto qualunque. Dove cercare allora? Su Venere, ad esempio: è lì che trovi le offerte migliori e lì puoi spulciare le foto delle camere da letto perché tu, è vero, non ami le (brutte) sorprese. Dai anche un’occhiata veloce a jesolo.com, tanto per tenere sotto controllo i prossimi eventi.
Adesso devi proprio scappare. Ti dirigi al parcheggio, vicino Piazza Drago, dove ti attendono le altissime torri gemelle, illuminate di viola e poi di verde e di blu. E capisci che Jesolo , oltre al mare, ha voluto conquistare anche il cielo. 

rob.isceri@gmail.com

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