Condividi questo articolo

C’è un posto, ad Amsterdam, che vale da solo un viaggio nella capitale olandese. Si tratta del Van Gogh Museum.

Dovete sapere che io non amo particolarmente andare per musei quando sono in viaggio. Ad alcuni sembrerà una bestialità ma preferisco godermi le città e la natura. L’aria aperta, insomma. Questo non perché non ami l’arte ma perché – a meno che non abbia molto tempo a disposizione – è necessario che faccia delle scelte.

Lo scorso febbraio, sono partita per cinque giorni alla volta dell’Olanda. Non sono tanti, è vero, ma il museo dedicato a uno dei pittori più famosi di tutti i tempi era per me una tappa fondamentale del viaggio. Ne avevo sempre sentito parlare bene e la curiosità era quindi viva da tempo.

Partiamo da un presupposto: i musei sono luoghi preziosi ma, dal mio punto di vista, lo sono ancora di più quando permettono di fare un’esperienza al loro interno.

Ho visitato tantissimi musei, quando ne ho avuto il tempo, compreso il Museo Egizio del Cairo, che quanto a preziosità ha pochi eguali nel resto del mondo. Cito proprio lui perché, in un certo senso, è agli antipodi rispetto al Van Gogh Museum: nel 2007, era una sorta di gigantesco magazzino di opere preziose. Non esisteva un filo conduttore, se non quello che una guida preparata ricostruiva per te.

Era un peccato vedere sarcofagi e statue messi alla rinfusa. Allo stesso tempo, passato lo choc iniziale, fu un’esperienza indimenticabile. Le menti curiose non sempre hanno bisogno che altri costruiscano per loro una storia: se si ama qualcosa, la si vede con occhi speciali. Nondimeno, del museo di Amsterdam ho adorato l’organizzazione impeccabile.

Non ci vuole molto per apprezzare Van Gogh. Ci vuole di più per godere pienamente delle sue opere. Siamo tutti bravi ad adorare I Girasoli: i colori del pittore olandese sono così puri e le forme talmente (passatemi il termine) naïf che è impossibile non rimanere colpiti. Più difficile è cogliere a un primo sguardo tutte le sfumature che lo compongono.

Autoritratto con cappello di Van Gogh

Uno dei tanti autoritratti di Van Gogh

Pregi del Van Gogh Museum

  • Non ho fatto alcuna fila, anche se questo era dovuto alla stagione
  • Il museo è architettonicamente notevole, con la sua rotondità e le grandi vetrate
  • La posizione: è in centro (Museumplein 6). La cosa bella è che in questa piazza-giardino e negli stretti dintorni si trovano tutti i musei più importanti, compreso il celeberrimo Rijksmuseum. Adoro questa scelta strategica
  • Le audio-guide: di solito utili ma noiose, quelle del Van Gogh Museum (disponibili anche in italiano) mi hanno colpita per la loro tonalità emotiva. Non ho solo visto le opere del pittore: le ho vissute, comprese. Sono come entrata nell’infanzia di Van Gogh, nei suoi panni…
  • La parte social: non è detto che un museo debba essere mediatico. E non è detto che un museo ottimamente organizzato sia migliore di un “magazzino” di opere. Non posso nascondere, comunque, di aver adorato questo suo stare al passo con i tempi: alla fine del percorso, mi sono potuta scattare la foto che vedete sotto, grazie alla macchina fotografica del museo e a una semplice registrazione che mi ha permesso di riceverla via e-mail quasi in tempo reale
Meet Vincent: ragazza di fronte al cartellone di Van Gogh al Van Gogh Museum

Io e Van Gogh

In conclusione: trovo che imparare possa passare dal gioco e, soprattutto, dalle emozioni. Niente “pipponi” didascalici (che, tanto, ascoltano in pochi) ma perle sulla vita e la tecnica dell’artista. Chi vuole, poi, può approfondire ulteriormente.

Ho trascorso più di tre, magnifiche ore all’interno di uno dei musei più belli che abbia mai visto. Lasciate, però, che vi dia un consiglio: se potete, andate in bassa stagione. Ad ogni modo, per sicurezza, prenotate prima i biglietti per saltare la fila. Il servizio Musement vi offre questo fantastico servizio, insieme a tanti altri.

Per saperne di più su Amsterdam, leggete la mia mini-guida 🙂

Van Gogh Museum: gli orari

lunedì 09–19
martedì 09–19
mercoledì 09–19
giovedì 09–19
venerdì 09–21
sabato 09–21
domenica 09–19

 

A proposito dell'autore

Roberta, professione travel blogger. Per me viaggiare significa uscire di casa e guardare il mondo con gli occhi di una bambina. Ecco perché qui leggerete di luoghi e di emozioni. Itinerari, consigli e - soprattutto - vagabondaggi...

Post correlati

8 Risposte

  1. Simona Pasquino

    Ad Amsterdam ho preferito visitare il Rijksmuseum ma, visto che mi sono ripromessa di tornare nella capitale dei Paesi Bassi con un umore diverso, non mancherò di godermi anche il Van Gogh Museum!

    Rispondi
  2. Simona Pasquino

    La mia scelta museale ad Amsterdam è caduta sul Rijksmuseum, ma dal momento che, causa pessimo umore, ho vissuto male il viaggio nella capitale dei Paesi Bassi mi sono riproposta di tornare. Non mancherò di visitare il Van Gogh Museum 🙂

    Rispondi
  3. Silvia

    Purtroppo non ho ancora visto Amsterdam, ma quando ci andrò sicuramente non mi perderò questo museo. Grazie per l’articolo.

    Rispondi
  4. Raffaella

    Io invece sono proprio un animale da museo e non mi perderei un’audioguida per nulla al mondo. Ho visitato il Van Gogh Museum tantissimi anni fa, ma mi ricordo che anche allora mi diede l’impressione di un museo diverso, vivo e pulsante.

    Rispondi
  5. Raffi

    Hai ragione: questo museo da solo potrebbe valere la visita ad Amsterdam. Io ne sono rimasta davvero entusiasta.
    Sono d’accordo con te sulla qualità delle audioguide: sono tra le migliori che abbia mai utilizzato. E per quanto mi riguarda il fatto che sia un museo “Social” lo fa salire nel “ranking” dei miei preferiti.

    Rispondi

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata