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Avete mai pensato di passare un weekend a Salerno? Io sì e adesso vi spiego cosa ho trovato nella bella città campana.

Il periodo più bello dell’anno, per me, è sempre stato quello natalizio. Il mese che precede le Feste è emozione pura: dal 25 novembre al 25 dicembre, infatti, mi sento come una bambina con tanti desideri da esprimere e luoghi illuminati da scoprire.

Chi di noi non sta pensando ai mercatini in questo momento? Eppure oggi vi voglio parlare di un’altra tradizione, tutta italiana questa volta: Luci d’Artista. Un modo alternativo di godere dell’atmosfera e di una città – Salerno – finalmente diversa.

Prima di consigliarvi cosa vedere nella bellissima città campana, voglio fare una breve e doverosa premessa: Salerno non è solo le sue Luci d’Artista. Scontato? Non direi. Basti pensare alla quantità di turisti che si recano qui in altri periodi: molti meno di quanto questo capoluogo di provincia meriterebbe…

Weekend a Salerno: primo giorno

Arrivata a Salerno, io e l’altra metà di Italiaterapia abbiamo sistemato le valigie nel nostro B&B e parlato con la proprietaria, per avere qualche dritta personalizzata sulla città.

La ragazza ci ha confessato di essere stufa di vedere i turisti invadere la Villa comunale, dove si trova la maggior parte delle installazioni, e tralasciare gli altri inestimabili tesori. Tesori che io, invece, ho voluto esplorare, cercando di cogliere l’anima di un luogo che da subito si è imposto alla mia vista con la sua bellezza particolare.

Di seguito, l’itinerario che abbiamo seguito, partendo da via Duomo, una delle strade principali della città.

Weekend a Salerno: il presepe dipinto di Mario Carotenuto

Weekend a Salerno: il presepe di Mario Carotenuto

Il presepe di Mario Carotenuto

La proprietaria del B&B ci ha consigliato di vedere una mostra un po’ snobbata dai turisti, a esclusione di quelli che vi passano proprio di fronte; anche chi entra, però, rimane pochi secondi ed esce. Si tratta del presepe dipinto di Mario Carotenuto, pittore salernitano venuto a mancare proprio un anno fa.

L’opera si trova all’interno della sala San Lazzaro, nel Duomo, ed è di una bellezza sconvolgente. Il presepe è a grandezza naturale e i personaggi che lo abitano sono sagome di cartone dipinte che regalano un’impressionante illusione di tridimensionalità.

Inaugurato nel 1982, il presepe si è ingrandito nel corso degli anni: alle scene dell’Annuncio e della Natività si sono poi aggiunti personaggi dall’aspetto silenzioso e pensoso. Oggi la bellissima sala contiene 120 raffigurazioni tra persone, alberi e animali.

Sembra di trovarsi all’interno di un teatro. Un teatro in cui l’emozione è assicurata, se solo si decide di fermarsi un po’ e osservare i dettagli di questi volti mistici e, allo stesso tempo, quotidiani.

Ingresso: gratuito

Posizione: Duomo di Salerno, Piazza Alfano I

Da qui mi sono diretta al vicinissimo complesso monumentale di Santa Sofia, che però ho trovato chiuso. Peccato, perché la gente del posto lo descrive come meraviglioso.

Ancora più su, si trova un altro luogo da non perdere:

Weekend a Salerno: il Giardino della Minerva

Weekend a Salerno: Giardino della Minerva

Giardino della Minerva

Già il nome evoca antichi miti e quindi bellezza: il Giardino della Minerva è davvero uno dei tesori più belli di Salerno.

Si tratta di una serie di terrazze abitate da piante aromatiche e cartelli che ne spiegano non solo le specificità ma anche la storia. Sì perché la mandragora, per esempio, non è solo una pianta ma un essere vivente dalle caratteristiche umane, almeno secondo gli antichi Greci.

Qui potete annusare salvia, elicriso, liquirizia, citronella e un’altra infinità di odori, con – in più – il privilegio di una vista unica sul golfo di Salerno. Tra l’altro, anche il Giardino della Minerva si illumina a festa: in questo periodo, appena cala il buio, parte la musica natalizia e alberi e piante si accendono di mille colori.

Ingresso: €uro 3,00

Posizione: Vicolo Ferrante Sanseverino n° 1

Orari: da martedì a domenica, dalle ore 9,30 alle 16,30

Weekend a Salerno: il Rione Fornelle

Weekend a Salerno: murales di una sirena al rione Fornelle

Uno dei tanti murales del rione Fornelle

Uscendo dal Giardino della Minerva, ci siamo diretti all’ascensore cittadino, che chi ha portati direttamente al Rione Fornelle, il quartiere longobardo di Salerno.

Non solo un quartiere ma una galleria a cielo aperto, che mi ha lasciata senza parole: le parole (quelle del poeta locale Alfonso Gatto) ricoprono invece i muri, accompagnate da disegni magistrali.

Mai Street Art mi è piaciuta di più: al di là del Rione Fornelle (quello in cui nacque il poeta dell’essenziale, amico di Montale), pochi sono i muri della città che non siano espressione di quest’arte. Durante i miei due giorni a Salerno, non ho fatto altro che scattare foto a frasi di cui spesso mi sfuggiva il senso ma il cui suono ha provocato in me grandi emozioni. Ed è questo il potere della poesia: evocare senza troppo spiegare; emozionare, appunto.

Sono così venuta a conoscenza di un poeta il cui nome, prima, mi era sconosciuto. Inoltre, la Street Art salernitana mi pare una delle più vere che ci siano in Italia, incastonata com’è tra panni appesi, tubi e tombini, cui dà nuova vita.

Ho camminato tra i palazzi del rione, innamorandomene profondamente, anche per l’assenza della folla, tutta accalcata nella Villa Comunale.

Weekend a Salerno: la Villa comunale

Weekend a Salerno: luci d'artista

Una delle installazioni di Luci d’Artista

Ed eccomi finalmente in villa. Per villa non si intende, nel sud, una grande casa, bensì uno spazio chiuso e pieno di aiuole a mo’ di giardino, in cui spesso si tengono eventi e spettacoli.

La villa è il luogo in cui si concentra la maggior parte delle Luci d’Artista. La bellezza di queste opere è indiscutibile: quest’anno il tema è il mare e non vi dico quanto io mia sia divertita a scattarmi foto nel celeberrimo tunnel che cambia colore e di fronte a orche ed altri animali.

Mi sono sentita catapultata in una fiaba natalizia, ambientata però in Medio Oriente: molte le palme, per non parlare del clima primaverile (io camminavo senza giacca).

Per quanto riguarda il centro storico vero e proprio, le mie luminarie preferite sono state le meduse: ho camminato a testa in su per i vicoli di Salerno, godendo della stratificazione urbana e artistica di questa città estremamente interessante.

Weekend a Salerno: la chiesa di San Giorgio

Dopo aver percorso via dei Mercanti (antica strada che attraversa tutto il centro storico di Salerno), mi sono ritrovata di nuovo in via Duomo, di fronte a una chiesa la cui bellezza barocca mi ha lasciata basita: S. Giorgio.

Ero una delle poche avventrici. Eppure S. Giorgio è una delle più belle chiese della città. Realizzata durante il regno longobardo, oggi è sfarzo allo stato puro.

Lasciandovi l’abside alle spalle, vedrete una grata posta in alto: dietro si mettevano, un tempo, le suore, cui l’ex convento adiacente era dedicato.

Che dire? Godete degli splendidi affreschi e dell’atmosfera speciale di questa chiesa.

Weekend a Salerno: secondo giorno

La mia seconda giornata a Salerno è stata caratterizzata da scrosci intensi a singhiozzo. La pioggia, però, non mi ha fermata e, anzi, ne ho approfittato per vedere un’altra meraviglia cittadina:

Weekend a Salerno: il Duomo

Weekend a Salerno: la cripta della cattedrale

La cripta della cattedrale

Costruito in stile romanico nell’XI secolo, è oggi il frutto delle varie epoche successive. Le parti più belle sono sicuramente l’esterno e la cripta. L’esterno è un immenso chiostro circondato da colonne e sarcofagi antichissimi.
La cripta, invece, splende barocca: una volta entrati nella cattedrale e dopo una fugace occhiata ai rimaneggiamenti – per i miei gusti – troppo moderni, siamo scesi in quello che è il cuore del Duomo.

Ci siamo ritrovati improvvisamente avvolti da marmi policromi, colonne e resti umani. Ebbene sì: oltre a diverse lapidi di personaggi della chiesa, qui sono conservati i resti di S. Matteo, cui il Duomo è intitolato. La cripta vale già da sola una visita.

E poi:

  • La Scuola Medica Salernitana. La città campana è celebre per la sua scuola medica, che la colloca in cima alle istituzioni mediche europee del Medioevo. Noi non siamo entrati (non avevamo tempo), limitandoci ad ammirarne l’esterno, completamente maiolicato.
  • La chiesa di Sant’Andrea. È piccola questa chiesa ma a renderla interessante è il suo essere stata affidata alla comunità ucraina. Una signora dolcissima, mentre si metteva il fazzoletto sulla testa, mi ha invitata a entrare. La maggior parte dei fedeli, qui, è donna. Non ho potuto non pensare che molte delle signore che pregavano in questa chiesa greco-cattolica fossero badanti. Altrimenti, come spiegarsi l’assenza di uomini?
  • Di fronte a Sant’Andrea, poco più giù, un’altra chiesetta ospita un presepe meccanico commovente: ad animarlo, un pescatore, donne che filano, taglialegna, pastori; e insomma… antichi mestieri che, chissà perché, riescono a provocare nostalgia anche a me che non li ho mai vissuti da vicino.
  • Il complesso archeologico di S. Pietro a Corte. Poco distante dalla chiesa di Sant’Andrea, questo meraviglioso complesso, che pare appoggiato alla parete di fronte. Al suo interno, molte le testimonianze dell’avvicendarsi dei vari popoli che hanno invaso, abitato, maltrattato, amato Salerno, soprattutto i Longobardi. Qui si può richiedere una guida gratuita e ammirare lo splendore della storia.
  • Il castello Arechi, visibile da quasi ogni angolo della città.
  • La Pinacoteca Provinciale.

In realtà, il nostro mini-viaggio a Salerno è terminato a San Pietro a Corte, perché all’ultimo abbiamo deciso di mangiare a Vietri sul Mare. Nessuna idea poteva essere migliore di questa: essendoci maltempo, non c’era nessuno in spiaggia, se non un ex pescatore e una coppia.

Weekend a Salerno: Vietri sul Mare in tempesta

Vietri sul Mare

Dopo un lauto pranzo a base di pesce, abbiamo passeggiato in riva al mare burrascoso e poi tra le viuzze di questo angolo di Costiera, caratterizzato dalle colorate ceramiche e dalla vista senza eguali.

Il tempo di un caffè e siamo ripartiti per Roma: ci attendevano, infatti, tre ore di macchina. Tre ore più che giustificate da tutte le bellezze assaporate fino a quel momento.

8 Risposte

  1. Silvia

    Qualche anno fa sono stata in Costiera e ho alloggiato due settimane proprio a Vietri sul Mare 🙂 A Salerno ho fatto purtroppo solo una toccata e fuga, ma dal tuo articolo ho capito che per apprezzarla come merita servono un paio di giorni. Voglio assolutamente vedere la cripta del Duomo, splendida!!
    Un bacione Roby

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  2. Valeria

    Ma che spettacolo le luci natalizie con tema il mare. Chissà perchè il natale deve essere iconograficamente legato alla sola montagna! Al di là di questo mi hai dato una serie di spunti aggiuntivi di grande interesse e penso che dedicherò uni dei prossimi week end ad un viaggetto a Salerno, che in fondo da Roma non è così lontano.

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